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Yoga dei punti vitali e meditazione per ritrovare vitalità, benessere e armonia interiore in diretta live da lunedì 3 novembre |
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Un percorso unico che unisce lo Yoga alla saggezza millenaria dell’Ayurveda. Ogni settimana, tre lezioni LIVE per risvegliare la tua energia vitale attraverso la conoscenza dei Marma, i 108 punti energetici del corpo e della mente. Scoprirai come armonizzare corpo e respiro attraverso asana, automassaggio, pranayama e meditazione.
Lunedì e mercoledì | ore 19:00 – 20:00 Ogni lezione esplora un Marma specifico, la sua posizione, funzione energetica, relazione con organi e canali (nadi), e pratiche per attivarlo in modo armonico. Venerdì | ore 07:00 – 08:00 Una pratica ispirata alla tradizione devozionale dello Yoga: mantra (japa), canto collettivo (kirtan), visualizzazioni, contemplazione delle qualità divine e offerta interiore. Lezioni adatte a tutti, anche principianti Puoi seguirle in diretta oppure rivederle in differita. |
Belli si nasce o si diventa? Cos’è veramente bello e perché non si può piacere a chiunque, se lo si vuole? Un abisso divide chi ha l’algoritmo umano più corretto e chi, invece, è ancora preda dell’impostura. Cosa ci rende belli? Per prima cosa sono gli occhi di chi ci guarda, poi il rispetto di alcuni canoni estetici come dimostrano secoli di cultura che, però, cambiano continuamente nel tempo. Eppure qualcosa ci affascina nella bellezza, che sia una melodia, un quadro o una splendida storia d’amore.

Cosa ci fanno i belli che i brutti non sanno fare? Eppure siamo in grado di amare persone che, spesso, non ci piacciono esteticamente. Ci sono personaggi leggendari, uomini di cultura o di sport che, se conoscessimo davvero, magari non ci piacerebbero più. I belli ci fanno credere cose che i brutti non sono in grado di spiegare, eppure molti uomini di potere non sono belli.
Quindi i belli ci fanno sognare, ma se sono bellici non spaventano di più? È casuale il termine BELLI CI riferito alla guerra?
Il fatto che i mega-fallimenti siano in aumento dimostra che anche le grandi aziende, in precedenza considerate “troppo grandi per fallire”, non sono più immuni al rischio di collasso. Ciò suggerisce un indebolimento delle fondamenta che minaccia il sistema finanziario più ampio.


