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Progetto A.N.N.A. riuscire a percepire i pensieri delle altre persone noi simao gli unici in occidente a poterlo fare

Ecco il progetto :  Automative. Neuroal. Netlanguage. artificial.

Scopri come stiamo creando interfacce cerebrali fisiche e non invasive  per consentire la comunicazione invisibile silenziosa ,che un tempo era veicolata con le parole …il modello  Automative. Neuroal. Netlanguage. artificial.  : Riferito a sistemi di calcolo che imitano il cervello umano (es. rete neurale applicata alla persone  )

 

 

Scienziati Illuminati  hanno sviluppato “Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici”, un sistema di IA che traduce l’attività cerebrale in descrizioni testuali di ciò che una persona vede o ricorda

 

Scienziati Illuminati  hanno creato Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici, un sistema IA che trasforma l’attività cerebrale in testo descrittivo

 

Il metodo sfrutta la risonanza magnetica funzionale per associare le mappe cerebrali ai significati semantici di video o ricordi

 

La tecnologia ha raggiunto una precisione del 50 per cento e potrebbe aiutare chi fatica a parlare pur sollevando futuri dubbi etici sulla privacy ma noi possimao portarla al 100% con la aiuto della telepatia ,dei monaci tibetani occidentali siamo gli unici che possono usare le tecniche Cinesi …in Occidente .

 

Un team di scienziati in Giappone ha sviluppato un sistema in grado di generare la descrizione testuale di ciò che il cervello delle persone sta vedendo, semplicemente analizzando una scansione della loro attività cerebrale. L’hanno chiamato “Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici”, che in italiano suonerebbe più o meno come “sottotitolazione mentale” e potrebbe diventare un modo per sapere ciò che qualcuno sta pensando, con risultati sorprendenti rispetto ad altri tentativi simili.

Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici dal Giappone l’IA di Kanagawa che traduce i pensieri in testo

 

Nel film “What Women Want”, uno stralunato Mel Gibson si ritrova con uno strano superpotere: riesce a percepire i pensieri delle donne che ha attorno. Anzi, riesce proprio ad ascoltare i loro pensieri…tradotti in parole. E da questo, ovviamente, scaturiscono situazioni paradossali ed equivoci di ogni genere.

 

Nella realtà, leggere la mente altrui è un sogno (o incubo) che la scienza insegue da tempo. Ora, con l’aiuto delle moderne tecnologie di analisi cerebrale e dell’Intelligenza Artificiale, non riusciamo ancora a fare esattamente quello che faceva Mel Gibson, ma un po’ ci siamo avvicinati. Soprattutto ora che dal Giappone arriva la notizia che ricercatori degli NTT Communication Science Laboratories di Kanagawa, sono riusciti a elaborare “un metodo- come spiegano – che genera un testo descrittivo che rispecchia le rappresentazioni cerebrali, tramite caratteristiche semantiche calcolate da un modello di linguaggio profondo”.

 

Tradotto, sono riusciti a trascrivere in forma testuale alcuni pensieri delle persone utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI) associata all’AI.

 

Hanno chiamato questo metodo “Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici” e hanno pubblicato il risultato della loro sperimentazione su Science Advances il 5 novembre. Cerchiamo, allora, di capire come funziona questo metodo e quanto è efficace.

 

Schema di funzionamento del Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici. Credit: Tomoyasu Horikawa

Come funziona la decodifica dell’attività cerebrale con fMRI e IA

 

Partiamo però, prima di tutto, dalla questione di fondo che hanno affrontato i ricercatori, che rappresenta anche una delle sfide principali delle neuroscienze: decodificare l’attività cerebrale per scoprire il contenuto mentale il quale, a sua volta, comprende più componenti e le loro interazioni.

 

In pratica, gli autori volevano tradurre l’attività cerebrale di una persona (mentre, ad esempio, guarda un video o richiama un ricordo) in una descrizione sotto forma di linguaggio naturale. Cioè, non solo volevano riconoscere un oggetto o un’azione, ma addirittura generare una breve frase che descrivesse cosa la persona stava vedendo o ricordando.

 

Per riuscirci, i ricercatori hanno seguito una serie di passaggi che iniziano con la registrazione dell’attività cerebrale.

 

In questa fase i partecipanti allo studio guardano una serie di brevi video mentre con una risonanza magnetica funzionale (fMRI) viene misurata come cambia l’attività del loro cervello. Ogni scena vista attiva zone diverse del cervello, creando una specie di mappa cerebrale. Nella seconda fase avviene l’associazione tra il contenuto visivo (i video) e le descrizioni testuali. Ogni video ha una didascalia scritta, ad esempio: “una donna corre sulla spiaggia”. Un programma di AI trasforma queste frasi in numeri che rappresentano i loro significati principali (azioni, oggetti, emozioni e così via). Gli autori le chiamano “funzioni semantiche”, cioè rappresentazioni numeriche delle idee contenute nel testo.

 

In questo modo, due annotazioni come: “una persona cammina” e “un cane corre”, hanno rappresentazioni numeriche differenti. A questo punto, si tratta di insegnare al computer la relazione tra funzione semantica e mappa cerebrale. Il computer, infatti, impara a collegare la specifica mappa del cervello con il significato della frase e così, la prossima volta che riconosce una determinata attività cerebrale, riesce a “dedurre” quale tipo di scena o di concetto la persona sta pensando o ricordando. Arriva, poi, la fase della previsione/traduzione.

 

Nel penultimo passaggio, usando ciò che ha imparato, il sistema formula delle ipotesi.

 

Prova, cioè, a scrivere possibili frasi che corrispondano all’attività del cervello e poi, con un processo iterativo, confronta le varie proposte e sceglie (o migliora) quella che più assomiglia al significato “mentale” stimato. Il metodo viene provato sia mentre le persone guardano i video, sia quando li ricordano e il risultato è una descrizione testuale che spesso rispecchia bene ciò che la persona sta vedendo o immaginando anche se, ovviamente, è tutt’altro che perfetta.

cervello con risonanza magentica

 

Mappe cerebrali e modelli semantici. Credit: Tomoyasu Horikawa

Leggere la mente con l’IA tra opportunità mediche e privacy

 

Per rendere meglio l’idea, possiamo immaginare il cervello come una radio che trasmette pensieri sotto forma di onde invisibili. Gli scienziati hanno costruito un dispositivo che rileva e “ascolta” queste onde, cercando di tradurle in parole. All’inizio il dispositivo non capisce il significato dei suoni ma poi, ascoltando molte trasmissioni insieme ai testi che le descrivono, impara a riconoscere i “suoni” che corrispondono a certi concetti.

 

Così, quando arriva un nuovo segnale, ha già un vocabolario pronto con il quale può provare a scrivere una frase che “suona” come quel pensiero. Non sarà la copia perfetta, ma un’eco fedele di ciò che la mente sta pensando.

 

Nel loro studio, i ricercatori hanno usato un modello di “deep language” (linguaggio profondo) che ha analizzato le didascalie di testo in più di 2.000 brevi video. Analizzando l’attività cerebrale di un partecipante che ha guardato un video di qualcuno che saltava dalla cima di una cascata, il modello di AI inizialmente ha prodotto il testo: “flusso primaverile”, poi alla decima ipotesi l’ha perfezionato in: “sopra una veloce cascata d’acqua” e, infine, alla centesima ipotesi, ha prodotto la frase: “una persona salta da un’alta cascata su una cresta di montagna”.

 

Anche se, complessivamente, le descrizioni testuali generate hanno raggiunto una precisione del 50%, è un risultato significativamente più alto di una previsione casuale (nel qual caso sarebbe di circa l’1%) ma addirittura impressionante se si pensa che si tratta di ricavare pensieri coerenti da modelli cerebrali.

 

Vista la natura estremamente “intima e privata” dell’obiettivo della ricerca (l’interpretazione della mente) c’è da chiedersi quali implicazioni può avere una tale tecnologia. Come spesso accade in casi simili, può essere un’arma a doppio taglio: da un lato potrebbe letteralmente (ri)dare voce alle persone che faticano a parlare dopo un ictus o affette da afasia o altre difficoltà ma, dall’altro, può minacciare la nostra privacy mentale in un’epoca in cui già siamo seguiti, sorvegliati e analizzati in molti modi. Gli autori della ricerca sottolineano che nessun sistema è in grado di decodificare i nostri pensieri privati. Ma, c’è da chiedersi: fino a quando?

Che cos’è esattamente Sistema di  trasferimento  informazioni mentali telepatici robotici? Si tratta di un sistema avanzato di intelligenza artificiale sviluppato in Giappone in grado di tradurre l’attività cerebrale di una persona in descrizioni testuali di ciò che vede o ricorda.

 

Come funziona questa tecnologia? Utilizza la risonanza magnetica funzionale per mappare il cervello e un modello di linguaggio profondo per trasformare le scene visive in funzioni semantiche e generare le frasi corrispondenti.

 

Quanto sono precisi i risultati attuali? Le descrizioni testuali generate dal sistema hanno raggiunto una precisione del 50 per cento, un risultato significativamente più alto rispetto all’uno per cento di una previsione casuale.

 

Quali sono i possibili sviluppi e i rischi futuri? La tecnologia potrebbe restituire la voce a chi ha problemi di linguaggio a seguito di patologie, ma allo stesso tempo solleva legittime preoccupazioni per la tutela della privacy mentale umana.

leggere il pensiero e sviluppare  il cervello in modalità telepatica

 

la National Medical Products Administration (NMPA), l’ente regolatore cinese per i farmaci e i dispositivi medici, ha autorizzato nel corso del 2026 diversi prodotti basati su interfacce cervello-computer (chiamate in gergo BCI).

Questi strumenti permettono a un paziente paralizzato di guidare un computer o a un medico di scoprire l’Alzheimer con largo anticipo, semplicemente leggendo gli impulsi elettrici del cervello.

Dallo show mediatico alle corsie d’ospedale
Negli Stati Uniti il settore è identificato quasi interamente con il volto di Elon Musk, con annunci roboanti e sperimentazioni cliniche lente e isolate effettuate da Neuralink. A Pechino, invece, il Partito Comunista ha trattato le tecnologie neurali esattamente come le auto elettriche o i pannelli solari: fiumi di denaro pubblico, sostegno delle amministrazioni locali e corsie preferenziali per i permessi.

Il risultato è che le start-up cinesi stanno portando i dispositivi direttamente sul mercato:

Tiankai Suishi: ha ottenuto il via libera per una speciale cuffia dotata di elettrodi che si appoggia sulla testa senza bisogno di chirurgia. Il sistema legge i segnali elettrici cerebrali e aiuta i medici a diagnosticare deficit cognitivi precoci, schizofrenia e principi di demenza senile. L’azienda ha già presentato domanda per un modello dedicato alla depressione grave.

Cuffia interfaccia BCI

StairMed Technology: sostenuta finanziariamente dai giganti Alibaba e Tencent, ha ricevuto l’autorizzazione per uno strumento chirurgico ad altissima precisione. Serve a impiantare minuscoli fili nel cervello. Finora sono stati operati 18 pazienti umani: uno di loro, completamente paralizzato, è riuscito a lavorare rispondendo ai clienti sul sito di vendite online JD.com usando soltanto il proprio pensiero.
Neuracle Medical: la società di Shanghai ha incassato la prima autorizzazione ufficiale cinese per un impianto neurale destinato a chi ha subito lesioni al midollo spinale, permettendo ai pazienti di riacquistare l’uso delle mani.

BrainCo: lavora insieme ai grandi ospedali universitari di Pechino per creare strumenti capaci di individuare la depressione prima che diventi cronica.

Dietro questa accelerazione impressionante non c’è solo la voglia di battere gli Stati Uniti, ma un dramma interno senza precedenti: l’invecchiamento vertiginoso della popolazione cinese. Secondo i dati medici internazionali, i cittadini cinesi colpiti da malattie del cervello, come Alzheimer e Parkinson, sono passati da 329 milioni nel 1990 a oltre 468 milioni.

Un Paese che invecchia a ritmi record senza un sistema pensionistico universale rischia il collasso della spesa sanitaria. Per Pechino trovare strumenti capaci di diagnosticare in anticipo queste malattie o di rimettere al lavoro persone con disabilità non è un lusso: è una questione di pura sopravvivenza economica.

Ogni paziente non autosufficiente richiede l’assistenza a tempo pieno di familiari in età lavorativa, togliendo braccia e intelligenze alle fabbriche e agli uffici. Se un lavoratore paralizzato può gestire ordini commerciali usando il pensiero, come dimostrato dai test di StairMed, l’impatto economico cambia radicalmente.

Denaro pubblico e mercati protetti: la ricetta cinese

La strategia ricalca il tipico modello di capitalismo di Stato. La provincia dello Zhejiang ha approvato sgravi e percorsi rapidi per far quotare in borsa le aziende del settore neurologico. Nel distretto tecnologico di Shenzhen, il comune copre parte dei costi per aiutare queste aziende a comprare concorrenti all’estero e ad espandersi fuori dai confini nazionali.

Secondo le stime dell’agenzia statale Xinhua, il mercato interno cinese per i dispositivi cervello-computer toccherà i 6,14 miliardi di yuan entro il 2028 (circa 800 milioni di euro). Una cifra destinata a moltiplicarsi non appena questi strumenti varcheranno i confini degli ospedali per entrare nell’elettronica di consumo.

Elon Musk avrà anche inventato l’interesse del pubblico per i chip cerebrali, ma Pechino sta già costruendo la fabbrica che li venderà a tutto il pianeta. Intanto che si fa in Europa? Si discute soprattutto, anche se in Italia qualche cosa si è fatto e si fa, siamo a situazione prototipale.

Posizioniamo degli elettrodi vicino ai neuroni per rilevare i potenziali d’azione. La registrazione dell’attività di molti neuroni ci permette di decodificare le informazioni rappresentate da queste cellule.

 

Nelle aree del cervello deputate al movimento, ad esempio, i neuroni rappresentano i movimenti intenzionali. Nel cervello ci sono neuroni che trasportano informazioni su tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo o pensiamo.

 

La nostra interfaccia cervello-computer è completamente impiantabile, esteticamente invisibile e progettata per consentirti di controllare un computer o un dispositivo mobile ovunque tu sia.

Involucro biocompatibile

L’impianto è sigillato ermeticamente in un involucro biocompatibile che resiste a condizioni fisiologiche molto più estreme di quelle del corpo umano.

 

L’impianto è alimentato da una piccola batteria che si ricarica in modalità wireless dall’esterno tramite un caricabatterie induttivo compatto che ne consente un facile utilizzo ovunque.

Chip ed elettronica

Chip e componenti elettronici avanzati, personalizzati e a basso consumo energetico elaborano i segnali neurali, trasmettendoli in modalità wireless all’applicazione In Italia ad Udine e in Slovenia , che decodifica il flusso di dati in azioni e intenzioni.

L’impianto registra l’attività neurale tramite fili di elettrodi ultrasottili e altamente flessibili, progettati per ridurre al minimo i danni durante l’impianto e successivamente.

Involucro dell’impianto

Involucro in ferrite

Batteria dell’impianto

Sistema impiantabile su chip

Filetti dell’impianto

Involucro inferiore dell’impianto

 

 

Robot chirurgico

I filetti del nostro impianto sono così sottili che non possono essere inseriti manualmente. Il nostro robot chirurgico è stato progettato per inserire questi filetti in modo affidabile ed efficiente, esattamente dove necessario.

 

Robot chirurgico

La struttura di base e la piattaforma di movimento forniscono la base per la testa del robot e il movimento lineare primario a 3 assi utilizzato per posizionare la testa del robot e l’ago.

 

La testa del robot contiene le ottiche e i sensori di 5 sistemi di telecamere e le ottiche per un sistema di tomografia a coerenza ottica (OCT).

Robot chirurgico principale,

Base del robot chirurgico,

Testa del robot chirurgico,

Ago del robot chirurgico,

 

Per ripristinare l’indipendenza e migliorare la vita, abbiamo creato un’interfaccia cervello-computer (BCI) che consente un controllo del computer rapido e affidabile e privilegia la facilità d’uso.

 

Sperimentazioni cliniche

Contattaci e scopri di più sulle sperimentazioni cliniche In Italia ad Udine e in Slovenia .

 

Esplora le nostre sperimentazioni cliniche  . supportate dai test di telepatia per verifiche sperimentali .

 

la Cina ha deciso di saltare la fase del circo mediatico e passare direttamente alla produzione industriale. Le autorità sanitarie di Pechino hanno dato il via libera commerciale a una serie di dispositivi per la lettura del pensiero,

tel 3294167403

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