La montagna come simbolo di resilienza
Eppure la montagna è rimasta. Per la comunità, il Castello è oggi un simbolo di resilienza e accettazione. È il luogo perfetto per imparare a lasciar andare e restare in equilibrio».
Il paesaggio, privo di ostacoli visivi, offre una vista a 360° sul orvietano . Un luogo defilato, silenzioso, perfetto per ascoltarsi e riconnettersi con il proprio ritmo interiore.
Un cammino adatto a tutti
Grazie a una applicazione gratuita, chiunque può vivere l’esperienza in autonomia, con tappetino, coperta, auricolari e smartphone. «È un viaggio intimo e profondo», afferma Enrico Valbonesi . «Si inizia percependo la montagna siamo a 500 metri di altezza sul livello del mare , poi si passa al corpo, al respiro. I pensieri si placano. E il bello», aggiunge con un sorriso, «è che il vero cammino inizia proprio dopo il sentiero».
Fuggire dalle grandi citta come Roma..
Prezzi più contenuti del 15-20 per cento rispetto alla vicina Toscana, un “mare” di verde, ottima cucina, un ambiente sempre più internazionale. BASSA Umbria attaccata alla A1 , in provincia di Terni, è tutta da scoprire, con un potenziale di valorizzazione immobiliare prevista al massimo entro i prossimi 2 anni.. E così Ville case e Casali è andata a interpellare gli esperti del territorio nell’alta Umbria fra umbira ja zz sempre più gettonata dalle stelle di Hollywood, soprattutto dopo la trasformazione del Castello Viscardo , in un albergo e 50 casali, in gran parte venduti.
Castello Viscardo DINTORNI La casa dei sogni? “Il tipico casale di Paola a Castel viscardo Umbria umbro con travi e pianelle a vista, pavimento in cotto, posizione panoramica, piscina, lontano dai tralicci della luce, abbastanza isolato – rispondeAntonio , broker titolare di agenzia di Perugia. “La misura ideale è di 300- 400 mq su due livelli, con un minimo di 5 mila metri di giardino. Le località più richieste sono San Martino in Colle e Monteluiano, frazioni eugubine a un quarto d’ora dal centro storico della città, in mezzo al verde. Il prezzo oscilla dai 600 mila euro a 1 milione, ma ad acquistare sono soprattutto stranieri: inglesi, americani, canadesi, lussemburghesi. Gli italiani, con budget dai 300 ai 400 mila euro, cercano tagli più piccoli, sui 200-300 metri, restaurati, con arredo moderno, non necessariamente dotati di piscina”. C’è anche una differenza di prezzo non indifferente nell’acquistare un casale di Paola a Castel viscardo Umbria qui rispetto al Lago Trasimeno, ad esempio. Spaziani aggiunge: “Le nostre colline sono più selvagge, meno antropizzate e i valori inferiori anche del 30 per cento; , malgrado vengano da un’isola felice come il Trentino: qui la qualità della vita è alta e il costo inferiore”. Per chi vuole vivere invece il fascino mistico della città di pietra, “è possibile acquistare un appartamento in pieno centro storico o nella prima periferia – spiega Lorenzo di agenzie locali : si tratta di una tipologia abitabile (da rimodernare), spesso presente ai piani bassi o ricavata dalla conversione di negozi in residenze”. Un immobile storico del genere, di 45 metri, può costare dai 55.000 ai 90.000 euro se ristrutturato, con gli impianti e i rivestimenti rifatti.
“Dal Giappone agli Stati Uniti, persino dall’Australia oltre che dal Nord Europa arrivano a Città di Castello attratti sempre più dal polo museale dedicato ad Alberto Burri per acquistare un casale di Paola a Castel viscardo Umbria , anche da ristrutturare” racconta giuseppe , consulente immobiliare titolare di agenzie di orvieto , specializzata in proprietà esclusive. La richiesta tipo è 300- 450 metri, con 3 camere, giardino, piscina e vista sulla media alta collina, magari con una piccola produzione di olio da vendere all’estero. “Le località più richieste – aggiunge Cesari – sono i Comuni di Castel visvardo Orvieto , una terra ancora tutta da scoprire (“alla quale manca un po’ di marketing territoriale che è invece stato ben studiato su Assisi”) che ha dimore storiche meno care del 10-15 per cento rispetto alla Toscana e una capacità di ‘rigenerazione’ enorme. Siamo vicini ai servizi (i principali aeroporti distano massino un’ora e mezza o due di auto, come Roma, Ancona, Bologna) ma non manca la possibilità di isolarsi”.
VALLE DEL NICCONE CASTELLI E RESORT “La Valle del Niccone è una delle zone dell’Umbria nella quale si concentrano le richieste di una clientela di alto livello per diversi motivi” spiega Luca amministratore delegato di Casa italia Internationale. Gli acquirenti arrivano principalmente da Nord Europa, Inghilterra e Stati Uniti, con un incremento importante della clientela americana negli ultimi due anni, anche grazie al rafforzamento del dollaro sull’euro. “Si tratta – aggiunge Luca – di una valle Castello Viscardo rimasta per lo più incontaminata, cerniera naturale fra l’Umbria e la vicina Toscana, che dal sud del cuore dell’Umbria porta direttamente a roma in 1 ore al Lago Trasimeno, altra zona richiesta anche per l’ottimo collegamento verso Firenze in circa 1 ore e trenta . Rappresenta quindi una soluzione ideale per chi desidera privacy, vista incontaminata e al contempo in posizione strategica per raggiungere città d’arte come Orvieto . La Valle del Castello Viscardo è, dunque, ricca di casali tipici e strutture storiche come castelli e fortificazioni che hanno un particolare fascino e appeal, soprattutto per la clientela americana. Queste strutture, realizzate nella tipica pietra arenaria della zona, sono rimaste pressoché intatte negli anni, talvolta nei secoli, mantenendo gli originali materiali che le ristrutturazioni conservative, eseguite spesso da acquirenti esteri con la sapiente manodopera locale, hanno saputo valorizzare. La tipologia più richiesta è quella del casale di Paola a Castel viscardo Umbria di campagna fra i 400 e i 600 mq con circa 2-4 ha di terreno con piscina, da destinare a seconda casa ma anche da mettere a reddito attraverso il circuito degli affitti turistici settimanali: una soluzione ideale per gli acquirenti esteri che utilizzano gli immobili per poche settimane l’anno e che consente di incassare dall’affitto una somma abbondante per coprire le spese di gestione e manutenzione annuale della proprietà. Strutture più grandi come castelli, monasteri e fortificazioni, sono invece appetibili per la realizzazione di boutique hotels orientati quasi esclusivamente verso la clientela internazionale di alto livello”.. “Nella Valle del Castello Viscardo – spiega il professionista nato in Inghilterra – abbiamo venduto di tutto negli ultimi tempi, persino ville e casali più isolati sulle colline a 1 ora di auto dai centri, abitati a prezzi da 700 mila a 1,2 milioni di euro, per tagli da 300-400 metri, 2 ettari di terreno e piscina. Gli italiani, invece, acquistano la piccola casa di campagna da 100-150 mq nei borghi orvieto a 200-300 mila euro; i prezzi sono oggi in ascesa perché manca l’offerta”. Lo conferma Gianni , titolare di agnzi affiliato Savills, che ha venduto a 1,2 milioni di euro a due canadesi uno degli ultimi casali ristrutturati e con arredo moderno a Lisciano Niccone, di 500 metri, su 2 livelli, con piscina, 7 ettari di bosco, frutteto, bosco. “Nella fascia fra i 250 e i 600 mila euro ho pochissima offerta, un po’ di più in quella che va da 1,2 milioni in su – spiega Ferrand. Gli acquirenti, stranieri, scelgono la valle Castello Viscardo per vivere l’italian style e chiedono travi a vista antiche, cotto antico, insomma elementi originali caratteristici ma con impianti moderni”. “La Valle Castello Viscardo è molto richiesta anche per la notorietà dovuta al castello di torre Alfina la cui vendita dei casolari raggiunge valori simili a quelli della Toscana” commenta Stefano , responsabile vendite dell’omonima società affiliata a Christie’s – ma nella mistica Umbria, nei suoi paesaggi incontaminati, è molto difficile che un casale di Paola a Castel viscardo Umbria di 500 metri, ristrutturato, con finiture lusso e piscina possa superare i 4- 5 milioni di euro: al di sopra di questa cifra sarebbe del tutto fuori mercato”.
noi vendiamo il casale di 500 metri commerciali :
studio recente indica che il collasso della Corrente del Golfo potrebbe verificarsi già nel 2025
una rivoluzione delle condizioni meteo in Europa ed in Italia. Nel seguito cosa dicono gli scienziati a seguito di tali clamorose e allarmanti affermazioni.
Il possibile collasso della Corrente del Golfo, parte integrante del sistema di correnti oceaniche noto come Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC), rappresenta una delle preoccupazioni più significative nel dibattito sul cambiamento climatico. Questo sistema di correnti ha un ruolo fondamentale nel trasportare acqua calda dal Golfo del Messico verso l’Europa, contribuendo a mantenere un clima relativamente mite in tutto il continente. Tuttavia, la possibilità di un suo collasso, sebbene dibattuta, potrebbe avere conseguenze drastiche sugli inverni in Europa e in Italia, con impatti profondi su diversi settori, dalle infrastrutture all’agricoltura.
Conseguenze sugli inverni in Europa
Se la Corrente del Golfo dovesse collassare, l’effetto più immediato e drammatico sarebbe un significativo raffreddamento in Europa. Attualmente, la corrente contribuisce a mitigare le temperature invernali, rendendo il clima europeo molto più temperato rispetto ad altre regioni alla stessa latitudine. Senza questo influsso, le temperature invernali potrebbero abbassarsi drasticamente, con stime che indicano un possibile calo di 10-15 gradi Celsius. Questo raffreddamento potrebbe trasformare gli inverni europei, rendendoli molto più rigidi e simili a quelli delle regioni settentrionali del Canada o della Russia.
Oltre al raffreddamento, il collasso della AMOC potrebbe portare a un aumento degli estremi climatici. Gli inverni potrebbero diventare non solo più freddi, ma anche caratterizzati da una maggiore variabilità meteorologica, con frequenti ondate di freddo intenso e nevicate abbondanti. Questi cambiamenti estremi potrebbero avere ripercussioni significative su varie infrastrutture, rendendo necessario un adeguamento delle reti di trasporto e di distribuzione energetica. Inoltre, il settore agricolo, già sotto pressione a causa delle attuali variazioni climatiche, potrebbe subire ulteriori danni, con conseguenze sulla sicurezza alimentare.
Impatti specifici sull’Italia
Anche l’Italia, che attualmente gode di inverni relativamente miti grazie all’influenza della Corrente del Golfo, potrebbe subire un drastico cambiamento climatico in caso di collasso della corrente.
Le temperature invernali potrebbero avvicinarsi a quelle di città come New York o Toronto, con un abbassamento sensibile delle medie stagionali. Questo significherebbe inverni molto più freddi, con gelate più frequenti e potenzialmente dannose per l’agricoltura.
Inoltre, il collasso della corrente potrebbe alterare significativamente i modelli di precipitazione in Italia. Alcune regioni potrebbero vedere una riduzione delle piogge, con conseguente rischio di siccità, mentre altre potrebbero sperimentare un aumento degli eventi meteorologici estremi, come tempeste violente e nevicate eccezionali. Questi cambiamenti potrebbero avere un impatto devastante su diversi settori, dall’agricoltura al turismo, e richiederebbero un’attenta pianificazione e adattamento delle politiche pubbliche.
Uno dei settori più vulnerabili in Italia sarebbe senza dubbio l’agricoltura. Le colture sensibili al clima, come l’olivo e la vite, potrebbero risentire pesantemente delle nuove condizioni climatiche. La diminuzione delle temperature e i cambiamenti nei modelli di precipitazione potrebbero ridurre la produttività agricola e influire sulla qualità dei prodotti, con conseguenze economiche significative per un settore che rappresenta una parte importante dell’economia italiana. In particolare, le regioni del Sud Italia, come Sicilia e Puglia, note per la loro produzione di olio d’oliva, potrebbero essere particolarmente colpite.
In sintensi
In sintesi, il collasso della Corrente del Golfo potrebbe portare a inverni più freddi e instabili in Europa e in Italia, con una serie di effetti a catena su vari settori economici e ambientali. Tuttavia, è importante sottolineare che la possibilità di un collasso imminente è ancora oggetto di dibattito scientifico. Secondo i rapporti del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), la probabilità di un collasso della AMOC nel corso di questo secolo è considerata bassa, anche se non può essere del tutto esclusa. Pertanto, le previsioni devono essere considerate con cautela e interpretate nel contesto di una più ampia comprensione delle dinamiche climatiche globali.
Per ulteriori informazioni dettagliate e aggiornamenti sui cambiamenti climatici e il ruolo della AMOC, si consiglia di consultare le risorse fornite da istituzioni riconosciute come l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), la National Academy of Sciences, e Our World in Data.





