Il testo ruota attorno alla misteriosa e pervasiva “legge di Pesca”.
Il fatto che la legge è la legge è la legge di Pesca. E di parte la legge è la legge di Pesca. E’ la legge di Pesca. Qui cosa c’è la legge di Pesca? Si chiama la legge di Pesca. E quindi intorno a Pesca ci sono fabbriche con l’operario. Invece in Pesca ci sono tre figli di lavoratori. Però qui il vento è Padova. E c’è una legge di Pesca. tutte queste cose sono tutte le passi di stagione, anche adesso. E l’appellato, come vedete, è interessante, ecco, la sbombevano, venne in stagione, no? Ho anche l’amore, io ho avuto una ragazza, non mi osa dire, lo metto in un’ampolla di vento qua. Non so se tu mi sono avuto, io che so se ti dà un domino di acqua. Non so se tu mi sono avuto. In questa ampollina ti vedete dentro lo stomaco di questa stagione. Mi piacerebbe che se io mi sono conosciuto il piano insieme alla roba che l’hanno trovato, non lo so di rilasciare. Ma scusa, perché, cioè, cos’è venuto poi che avete usato da fare dei suoi, tanto nel dienzi, di informazioni? Dalla, in questo caso, il delberto del Bianca, va, a me lo dà nel mio figlio, e poi, per questo mio primo libro, ma non mi è gran amico, non mi è fatto. In realtà, cioè non si è vero che si deve passare a loro, non si è vero, e io ero anche un’altra cosa, che si è vero.
La vita e le eccentricità di Bertolotti, il parroco che regalava palazzi e demoliva case.
Se vi voltate, c’è quella casa con quello che mi ha fatto, ve lo sto fermando con la mano. Vedete, la casa lì c’è, c’è quello che mi ha fatto.
Ecco, la mascolonia, l’elogio nazionale, sono delle associazioni molto importanti. Fai la foto.
Bravo, bravo, bravo. E’ un paese che, innanzitutto, tra i nostri massoni di non posere mille, in tante strade, si sente l’aereo, si sente l’aereo, si sente l’aereo, si sente l’aereo, si sente l’aereo.
Grazie per avermi chiesto.
Perché qua non si deve parlare di Bertolotti.
Bertolotti è un parco nato a Cairo, a Montenotte, dove, anche lui paghava sempre la camera d’occhio, è nato di vicino all’alberto dove eravamo noi, era lì, e a un certo punto diventa parco. Allora, siamo nel 1870, diventa parco di altare e le sorelle danno scandalo, perché ha tre sorelle che lui adora e vanno a messa senza calze. Voi ragazzi, i giorni dicono qualcosa, a luglio. No, un tempo le donne andavano a messa, anche in un caldo terribile di luglio, con le calze scure.
C’era proprio, scusanza, la veletta in testa, guai far vedere i capelli. Dicevano che i capelli distraggono gli angeli, no? Mi ricordo se c’era questa cosa del catechismo, no? Sì, anche gli islami hanno preso. Sì, sì, si vede proprio il velo e soprattutto, non si mettevano i pantaloni, le donne mettevano solo la gonna, ma dovevano avere la gonna molto lunga, ma le calze scure. Guai andare con i polpacci nudi, no? Le sorelle di Bertolotti vanno a messa con i polpacci nudi perché lui non ha i soldi per comprargli delle calze. Era povero. Il papà faceva, ferrava i cavalli, mani scalpo, e la mamma cuciva. Era una semplice sarta di paese. Lui arrivò qui nel 1870 e diventa parroco di altare di questo paese. Tutto cambia nel 1875.
Aggiungo un’ordine di suore, gli chiede un ovolo, e lui, senza dare dei soldi così, regala loro un palazzo in via Paleoca Passavona. Via Paleoca Passavona è la via principale di Savona, dove quasi tutti i palazzi sono i suoi. Li riconosci perché lui ha un singolo. Quando diventa ricco, lui toglie la croce e mette un drago. Il suo singolo è il drago.
Dei bambini, dei ragazzini, dei boy scout del tempo, gli chiedono, reverendo, ho bisogno di soldi. Ma il palazzo di via Paleoca, perché lui la conosco, sai dove è mezzo? E andando in giù, guardi, la torretta è, mi sembra, al secondo sulla destra, guardando la torretta. Guardando la torretta per via Paleoca Passavona. Comunque devi vedere se c’è il drago sopra, il drago nell’ingresso. Però scusa, le spalle no. Sì, le spalle alla regge stazione, stella la regge stazione. Sì, andando in giù, sulla destra, di fronte c’era Radio Savona 104. Radio, tu puoi ascoltare, scusate. Buonità. Eh, bravo, vedi, vedi, vedi.
Ebbene, dei bambini, dei ragazzini, chiedono al nobolo, e lui regala loro un palazzo intero in piazza Statuto a Torino. Piazza Statuto, sapete, è la piazza della Torino Nera, eh? Della magia nera, no? Dove c’è il monumento al Fredo. Cioè, lui regalava palazzi come nocciolini. Poi aveva queste tre sorelle che lui adorava, una si chiamava Rosa e gli regala Villa Rosa, che è questa. L’altra sorella, Enrichetta, mi sembra, regala quella villa che si chiama Villa Agar. Già il nome Agar è il nome della serva egiziaca che è da un figlio ad Abramo, mi sembra, no? Quindi nella Bibbia, Agar.
Allora, questa oggi è un museo del vetro, ma non c’è niente di interessante dentro. Poi il Presidente è anche i patti.
E poi, attenta, ecco, brava che l’hai detto, Katia, visto che ti interessano queste cose di atriba locali. Allora, questo è il museo del vetro.
Di lì ci sono i vetrai. Sotto quel portico in fondo c’è un carattolo amico, tra il vetrai e il museo del vetro non si odiano. Tant’è che lì, non sono sempre fatto caso, quando passano i massicci usanti di sputare sul cancello. Sì, sì, proprio c’è un odio, no? Cioè, è come se io faccio il museo dell’Inter e ci mettono del Milan a dirigerlo. Cioè, è pazzesco. A scappo del museo della Tampogna è uguale. Sto qua con i baffi, antipatico proprio, no? Una panza così antipata. E di fatti quella signora invece è sua amica e diceva, la signora, e chi è che l’ha fermata a tu? Io. Tu le fermata? Eh, tua amica, tua amica. No, non l’era fatta. E lei è amica, dì, infatti, sì, lascia te. È molto antipatico.
E in poche parole, anche questa è una cosa strana. Un’altra sorella regala un palazzotto che vedremo davanti alla chiesa. Quel palazzotto lui fa come Mussolini a Roma. Sai che Mussolini ha creato via dei fori imperiali e via della conciliazione. Tu vedi il Vaticano e vedi il Colossino perché il luce le ha fatte abbattere le case che c’erano in mezzo. La stessa cosa è avvenuta lì. Bertolotti dalla finestra del suo palazzo non vedeva la chiesa perché c’erano delle case davanti, le ha fatte abbattere.


